Se WhatsApp incontra l’intelligenza artificiale: come saranno le chat del futuro

L’intelligenza artificiale generativa potrebbe cambiare profondamente anche WhatsApp: cosa succederà nel prossimo futuro? 

L’intelligenza artificiale ha già portato delle profondissime trasformazioni nel mondo della tecnologia e, nel corso di pochissimi mesi, ha già aperto orizzonti di possibilità completamente nuovi, sconosciuti ed elettrizzanti. 

Se fino a non molto tempo fa l’intelligenza artificiale veniva utilizzata esclusivamente per analizzare grandi volumi di dati, oggi l’intelligenza artificiale è generativa, cioè risulta in grado di combinare elementi in maniera originale così da creare contenuti nuovi, che siano essi testi o immagini.

Mano a mano che l’Intelligenza Artificiale si è sviluppata, ha raggiunto livelli di raffinatezza altissimi nell’imitazione del linguaggio umano. Questo significa che a oggi l’intelligenza artificiale è in grado di formulare frasi quasi non distinguibili da quelle scritte da un vero essere umano. Oltre a essere corrette dal punto di vista grammaticale, trasmettono anche sfumature di tono e fanno riferimenti culturali appropriati. Tutte queste numerosissime possibilità potranno essere applicate a WhatsApp.

Intelligenza Artificiale su WhatsApp: cosa dobbiamo aspettarci?

L’intelligenza artificiale su WhatsApp, così come su moltissime altre applicazioni di messagistica, potrà essere in grado di sostenere il funzionamento di chatbot sempre più efficienti e fluide dal punto di vista del linguaggio.

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Le chatbot entreranno prepotentemente nella nostra vita – sitiwebok.it

Le chatbot sono finestre di chat in cui un essere umano interagisce con un bot, cioè con un’intelligenza artificiale in grado di comprendere il senso di quello che scrive e rispondere in maniera perfettamente coerente e soprattutto in maniera utile a soddisfare i suoi bisogni. 

In questo modo le chatbot sono in grado di fornire informazioni utili esatte e tempestive ai clienti di un’azienda lavorando come customer service sempre attivo e a costo praticamente zero. L’IA sarà quindi in grado di rispondere alla maggior parte delle richieste e delle domande dei clienti in piena autonomia, trasferendo agli operatori umani soltanto le conversazioni di cui non è riuscita a interpretare il senso correttamente o che hanno bisogno di interventi non limitati alla scrittura di testi.

Questo significa che nel giro di pochissimi anni potremo ritrovarci a interfacciarci sempre più spesso con programmi di intelligenza artificiale e non con persone in carne e ossa quando cercheremo di contattare un’azienda per ottenere informazioni, supporto o chiarimenti.

Infine, l’intelligenza artificiale potrebbe anche essere in grado di potenziare e raffinare il completamente automatico delle frasi, adeguandosi molto meglio allo stile di scrittura dell’utente, imparando ad imitarlo con grande esattezza attraverso gli schemi di deep learning che permettono alle intelligenze artificiali di migliorare costantemente.

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