Non collegare mai il tuo computer a queste chiavette USB attaccate al muro | Attenzione

È possibile trovare in tutto il mondo chiavette USB che spuntano dai muri: a cosa servono, come si usano ma soprattutto, cosa c’è dentro?

Può sembrare davvero un’idea folle, ma c’è qualcuno che ha pensato di inserire delle chiavette USB nei muri, nei marciapiedi, lungo i gradini di scalinate pubbliche e in moltissimi altri punti impensabili.

pericolo chiavette usb nei muri
Il pericolo delle chiavette USB nei muri – Fonte deaddrops.com – sitiwebok.it

La cosa ancora più folle, probabilmente, è che ci sono persone in tutto il mondo che mettono in bilico i propri dispositivi in posizioni assurde, appiccicandoli al muro o appoggiandoli sulle cale, in maniera da collegarli alle chiavette in questione.

Il primo a infilare chiavette USB nei muri fu Aram Bartholl, artista tedesco classe 1972. Era il 2010 e Bartholl si trovava a New York, città in cui decise di dare il via a un grande progetto artistico intitolato “Dead Drops” ovvero “Gocce Morte”.

Un nome così inquietante in realtà descrive benissimo il progetto di una rete di condivisione off line, in cui ogni goccia (cioè ogni chiavetta USB) è completamente inerte fino a che qualcuno non agisce su di essa attraverso un dispositivo. Ironicamente le dead drops possono morire definitivamente, nel senso che possono essere murate o distrutte da interventi urbani di demolizione o di rifacimento delle zone pubbliche in cui sono inserite.

All’inizio del progetto l’artista ha dato il via ad installazioni libere di chiavette in tutto il mondo, permettendo quindi a chiunque di entrare nel progetto e contribuire all’ampliamento e alla diffusione della rete di condivisione.

Cosa c’è sulle Dead Drops?

Sulle Dead Drops c’è letteralmente di tutto, ma la regola di base è che le chiavette installate nei muri devono essere vergini nel momento in cui vengono attivate.

pericolo chiavette usb nei muri
Dead Drop mette in pericolo chi si collega – Fonte deaddrops.com – sitiwebok.it

Questo significa che, se ci imbattessimo in una chiavetta appena installata e volessimo connettere ad essa un nostro dispositivo, troveremmo soltanto un file readme in cui si spiegano le finalità del progetto e si danno istruzioni su come utilizzare la chiavetta.

Essenzialmente, dal momento della sua installazione, chiunque può caricare qualsiasi tipo di file su qualsiasi chiavetta e chiunque può scaricare quello che vuole.

Ovviamente i pericoli di questa pratica sono altissimi perché è possibile che le dead drops contengano virus informatici di vario tipo o che contengono malware in grado di leggere e memorizzare tutte le password di accesso digitate da quel singolo dispositivo.

Perché allora collegare i propri dispositivi a chiavette che potrebbero essere il veicolo perfetto per un bel pasticcio informatico? Semplice: per curiosità.

La mappa di tutte le chiavette attualmente attive può essere visualizzata sul sito ufficiale del progetto Dead Drops.

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