Telefonate commerciali, esiste un modo per non riceverne più: ecco cosa fare

Una protezione per i cittadini contro il telemarketing indesiderato

Il Ministero delle Comunicazioni ha introdotto una nuova misura per contrastare le chiamate di telemarketing indesiderate: il Registro pubblico delle opposizioni (RPO), esteso a tutti i numeri telefonici nazionali, fissi e cellulari. Questo registro consente ai cittadini di opporsi alle chiamate pubblicitarie non richieste, offrendo una maggiore protezione e controllo sulla propria privacy.

L’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni annulla automaticamente i consensi precedentemente rilasciati, ad eccezione di quelli autorizzati dopo l’iscrizione e quelli legati a contratti esistenti, come quelli con i gestori delle utenze. Inoltre, l’opposizione può riguardare anche la pubblicità cartacea, nel caso in cui l’indirizzo sia presente negli elenchi telefonici pubblici.

A partire dal 21 dicembre 2022, è stato attivato il portale (clicca qui), gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, che funge da ente gestore del RPO. Attraverso questo portale, gli operatori telefonici devono consultare mensilmente il registro prima di avviare campagne pubblicitarie tramite telefono. Inoltre, sul portale sono disponibili le modalità tecniche e operative per la registrazione dei gestori telefonici, che devono inviare la documentazione necessaria al Gestore del RPO entro quindici giorni dall’attivazione.

Il Registro pubblico delle opposizioni è attivo dal 2011, ma fino al 27 luglio 2022 non permetteva l’iscrizione dei numeri di cellulare, bensì solo ai numeri fissi. L’iter normativo per giungere a tale risultato è stato lungo e complesso: la legge di riferimento è la numero 5 del 2018, in seguito si è atteso il decreto attuativo. La riforma è stata approvata a gennaio 2022.
Fino a quel momento, il RPO funzionava come una blacklist, per cui i numeri inseriti non potevano essere contattati dalle aziende di telemarketing.

Chiamate indesiderate
Foto -pexels – sitiwebok.it

Il RPO

Il RPO è un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini, come spiegato anche Ministero dello sviluppo economico sul sito nella sezione dedicata. Una volta iscritti, essi non potranno più essere contattati dagli operatori di telemarketing, a meno che non abbiano fornito un consenso specifico successivamente alla data di iscrizione o nell’ambito di un contratto in corso o cessato da non più di trenta giorni.

Come iscriversi

Ci sono tre modi per iscriversi al nuovo RPO:

  • Compilare un modulo disponibile sul sito Registro delle opposizioni
  • Telefonare: da fisso il numero verde disponibile è 800 957 766, mentre da cellulare bisogna chiamare il numero 06 42986411 
  • Inviando il modulo via mail a iscrizione@registrodelleopposizioni.it

Forse per la maggior parte delle persone quello telefonico è il modo più comodo. Bisogna chiamare un numero usando cellulare o la linea fissa che vogliamo iscrivere al registro.
È necessario seguire la voce guida, poi digitare uno e attendere. In circa un minuto si termina e l’iscrizione parte dal giorno successivo.

Per agevolare i cittadini e gli operatori nella comprensione del funzionamento del registro, il Ministero delle Comunicazioni mette a disposizione materiali informativi e una sezione FAQ sul portale.

Come funziona

Gli operatori di telemarketing che utilizzano numeri presenti negli elenchi telefonici pubblici devono registrarsi al sistema e comunicare anticipatamente al Gestore del Registro le liste dei numeri che intendono contattare. Il Gestore provvederà a restituire queste liste entro 24 ore dalla richiesta, escludendo le numerazioni dei cittadini iscritti al servizio di opposizione alla pubblicità telefonica. Le liste avranno una validità di 15 giorni.

La normativa di riferimento per il Registro pubblico delle opposizioni comprende il Decreto Ministeriale del 9 settembre 2022, che disciplina il trasferimento dei numeri fissi non presenti negli elenchi telefonici pubblici al Gestore del RPO. Inoltre, il Decreto del Presidente della Repubblica del 7 settembre 2010, n. 178, istituisce e regola il registro pubblico delle opposizioni, includendo anche l’utilizzo della posta cartacea. Altre norme pertinenti riguardano i costi e le tariffe per l’accesso al registro pubblico delle opposizioni.

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