Google: aggiornamento mobile-friendly

Già dal 2014 gli utenti che navigano da mobile hanno superato quelli che navigano da desktop.

Google lo sa molto bene e nella sua politica di migliorare l’esperienza degli utenti, a partire dal 2015, ha introdotto delle modifiche ai suoi algoritmi che tengano in considerazione la facilità di navigazione dei siti da dispositivi smartphone e tablet.

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HTTPS come segnale per il posizionamento

La sicurezza è un’altra delle priorità di Google. A nessun utente piacerebbe finire su un sito malevolo dopo aver effettuato una ricerca su Google. Ancora meno vedersi rubati i dati della carta di credito quando si visita un e-commerce con connessione non sicura.

Google è sempre stata attenta alla sicurezza e già dal 2008 ha attivato la connessione sicura a Gmail.

Come spesso accade Google prima alza il livello dei suoi servizi (velocità, sicurezza, ecc.) e subito dopo premia i siti che migliorano allo stesso modo. Era già capitato ad esempio nel 2010 con la velocità del sito.

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La velocità del sito come segnale per il posizionamento

Come sappiamo Google stabilisce le posizioni nei suoi risultati con lo scopo di soddisfare le esigenze degli utenti in termini di pertinenza dei risultati rispetto alle parole chiave ricercate e usabilità dei siti proposti.

La velocità di un sito web è un fattore chiave per l’usabilità, infatti è stato dimostrato che quando un sito è lento gli utenti tendono a dedicargli poco tempo.

Google conosce molto bene questi studi e ha profuso vari sforzi per migliorare la velocità del web e di conseguenza l’esperienza utente.

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Linee Guida sulla valutazione della qualità dei risultati di ricerca da parte di Google

Per capire come funzionano gli algoritmi di Google bisogna prima di tutto capire qual è l’obiettivo di Google.

L’obiettivo di Google è essere il miglio motore di ricerca. Per esserlo deve fornire risultati utili agli utenti che lo utilizzano.

Se cercando “scarpe da tennis” su Google, il motore mi proponesse tra i primi risultati dei siti che vendono borse probabilmente andrei su un altro motore di ricerca come Bing o DuckDuckGo.

Per decidere quali risultati far comparire e in che ordine Google utilizza degli algoritmi. Google nel tempo aggiorna questi algoritmi e ne introduce di nuovi. Ogni volta che si appresta a rilasciare un nuovo aggiornamento, prima di farlo, si deve assicurare che i risultati di ricerca con il nuovo algoritmo saranno più utili rispetto a quelli forniti dalla versione precedente.

Come fa a farlo?

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Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca

Essere in prima pagina su Google vuol dire vendere.

Non stupisce quindi che in molti cercano scorciatoie o trucchi per apparire ai primi posti nei risultati di ricerca.

In realtà non c’è nessun trucco o scorciatoia. Per essere in prima pagina “basta” produrre contenuti di qualità: testi pertinenti, completi e unici.

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