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Come validare l’idea di un e-commerce? Cosa conviene vendere online?

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In questo articolo ti spieghiamo come validare la tua idea di e-commerce prima di realizzarla. In questo modo puoi già sapere se può avere successo o meno.

Sarebbe bello poter prevedere il futuro e capire a priori se un’idea per un nuovo e-commerce avrà successo o meno.

I dati ci dicono infatti che circa il 99% degli e-commerce è un fiasco. Ciò vuol dire che 99 persone su 100 buttano al vento in media intorno ai 10’000 € (la cifra comprende tutte le spese che riguardano l’avvio di un e-commerce, non solo i costi di sviluppo affidati alla web agency).

Dall’altro lato però come tutti sappiamo le vendite tramite e-commerce sono in continua espansione e il mercato è in costante ascesa (+19% fonte Casaleggio e associati). Inoltre se è vero che 99 idee di e-commerce su 100 non producono i risultati sperati è altrettanto vero che un’idea su 100 ce la fa.

Ciò che dovremmo fare è avere un metodo per capire qual è quell’unica idea su 100 che ci vengono in mente che avrà successo.

Senza pretese di completezza, riportiamo di seguito due metodi empirici che secondo noi possono essere utilizzati anche in sequenza per verificare dapprima la validità del prodotto/servizio ad essere venduto on-line e secondariamente l’interesse del mercato.

Validare il prodotto

Una primo metodo è quello di validare il prodotto che si vorrebbe vendere per capire se ha le caratteristiche giuste per poter essere venduto on-line.

Un prodotto che ha successo nel negozio sotto casa non è detto che vada bene anche on-line.

Il metodo consiste nel dare un punteggio da 0 a 2 alle seguenti caratteristiche del prodotto.

  • globalità: ovvero quanto il prodotto può essere venduto in tutti i mercati senza bisogno di modifiche. Ad esempio una maglietta potrà essere venduta senza modifiche sia in Italia che in Russia e in qualsiasi altra parte del mondo (punteggio 2), mentre un e-book che parla degli aspetti fiscali del commercio in italia avrà senso solo all’interno dei confini nazionali (punteggio 0).
  • trasportabilità: ovvero quanto è facile spedire il prodotto. Ad esempio un prodotto alimentare deperibile è difficilissimo da trasportare (punteggio 0), una maglietta è facile da spedire, ma comunque richiede dei costi (punteggio 1), mentre un software è facilissimo da spedire perché basta “scaricarlo” da un sito (punteggio 2).
  • difficoltà nella reperibilità: più un prodotto è difficile da reperire nei centri commerciali o nei negozi di quartiere e più diviene di interesse nel commercio on-line. Ad esempio alcuni libri di nicchia si trovano quasi esclusivamente su internet come ad esempio manuali tecnici (punteggio 2) oppure componentistica elettronica per computer (punteggio 2). Prodotti di uso comune come una scatola di pasta sono invece presenti in modo capillare sul territorio (punteggio 0).
  • verificabilità: quanto è facile stabilire se un prodotto va bene per le mie esigenze ancor prima di averlo tra le mani. Ad esempio per un paio di pantaloni può essere difficile stabilire a distanza se saranno della misura giusta (punteggio 0), mentre per un biglietto aereo potrò sapere se va bene anche a distanza (punteggio 2).
  • personalizzabilità: più un prodotto sarà “configurabile” e personalizzabile in modo differente e più sarà vendibile on-line semplicemente perché il negozio fisico non potrà avere a magazzino tutte le possibili varianti. Ad esempio un configuratore on-line di PC mi consentirà di acquistare esattamente il computer con le caratteristiche da me scelte (punteggio 2) mentre un prodotto come un collutorio di marca XYZ non ha elementi personalizzabili in fase di acquisto (punteggio 0).
  • catalogabilità: la possibilità di catalogare un prodotto all’interno di categorie già note. Specialmente nella vendita tramite marketplace il fatto che un prodotto appartenga a una categoria già nota ne facilita la “scoperta” da parte del possibile acquirente. Se invento un nuovo tipo di robot da cucina potrò venderlo on-line sui siti che già vendono robot da cucina (Amazon, e-bay, e-price) e in questo modo sarà facilitata l’attività di marketing per far scoprire il mio prodotto (punteggio 2), mentre se invento un nuovo dispositivo hardware per un settore che ancora non esiste dovrò investire molti più soldi in pubblicità (punteggio 0).
  • conservabilità: un prodotto che perde il suo valore col trascorrere del tempo sarà più difficile da vendere. Ad esempio un prodotto deperibile avrà un punteggio 0, mentre un prodotto “sempre verde” come ad esempio una cornice in argento avrà un punteggio 2 (una cornice di 10 anni fa ha grossomodo le stesse caratteristiche di una cornice odierna).
  • automatizzabilità della vendita: idealmente si vorrebbe che l’e-commerce “lavori” per noi. Di conseguenza un prodotto la cui vendita può essere automatizzata in tutti i suoi aspetti riceverà un punteggio più alto. Ad esempio un servizio come lo sviluppo di software su misura non può essere automatizzato perché le esigenze di ogni cliente sono diverse (punteggio 0). La vendita di una App può invece essere automatizzata in tutte le sue fasi (ordine, pagamento, consegna, post vendita).
  • intensità informativa: la facilità di descrivere il prodotto in tutte le sue caratteristiche e specifiche tecniche e la quantità di informazioni che si possono dare. Ad esempio una batteria per auto ha potenzialmente un punteggio alto perché posso descrivere nel dettaglio tutte le automobili con cui è compatibile, posso descriverne le caratteristiche in modo completo (tensione, dimensioni, ecc.) e posso descrivere le istruzioni per la sua sostituzione. La stessa cosa non vale per una maglietta, posso riportare la taglia e un’immagine, ma c’è poco altro da dire.

Più il punteggio complessivo è alto (vicino a 18) e più è probabile che il prodotto possa considerarsi validato. Da notare che queste caratteristiche permettono anche di valutare come è meglio proporre il prodotto o modificare il prodotto in modo che riceva un punteggio alto.

Verificare l’interesse

Un metodo per verificare l’interesse del pubblico nei confronti dei prodotti o servizi che si vuole vendere può essere quello di partire con un blog.

L’idea è quella di aprire un blog che tratta tutto ciò che c’è da sapere sui prodotti o sui servizi che vorrai vendere.

Il blog dovrà essere realizzato con gli accorgimenti SEO necessari affinché si posizioni in Google e inoltre andranno attivati gli strumenti di analisi e tracciamento che permetteranno di monitorare il traffico degli utenti sul sito.

Inoltre sarà utile raccogliere tramite il blog gli indirizzi e-mail dei visitatori ad esempio proponendo l’iscrizione ad una newsletter o fornendo qualche guida di utilità a chi lascia l’e-mail.

Dopo un anno di apertura del blog si potrà sapere se i prodotti/servizi trattati suscitano interesse o meno, in altri termini se c’è domanda. Inoltre si avrà già una piattaforma in grado di attirare utenti (il blog) che andranno poi indirizzati all’e-commerce.

Se dopo un anno non sei riuscito ad intercettare traffico interessato con il blog, non ci riuscirai di certo con un e-commerce. Visto però che il blog costa molto meno dell’e-commerce potrai provare di nuovo con altri prodotti o servizi aumentando così le tue probabilità di successo nel medio lungo termine.

E tu quali altri metodi usi per validare le tue idee di commercio elettronico? Scrivilo nei commenti.

Se invece sei alla ricerca di una web agency che realizzi la tua idea di e-commerce o il blog per testare la tua idea chiedici un preventivo senza impegno.

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Siti Web Ok è un'agenzia specializzata nella realizzazione di siti web e nello sviluppo di e-commerce che creano reddito. Prima di tutto attenzione alla SEO e al posizionamento, ma senza dimenticare l'estetica del sito web!
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