aspetti fiscali e-commerce

Aspetti fiscali degli E-commerce: come si applica l’IVA

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Vediamo in questo articolo come va gestita l’IVA nel commercio elettronico nel caso di vendita di beni e servizi digitali a privati (B2C) e aziende (B2B).

Attenzione: questo articolo è stato scritto con il solo scopo di evidenziare che l’apertura di un’e-commerce ha delle ripercussioni su vari aspetti tra cui quello fiscale, legale e tecnico. Noi siamo una Web Agency e quindi ci possiamo occupare degli aspetti tecnici, ma per quanto riguarda gli aspetti legali e fiscali bisogna rivolgersi ad un legale o ad un commercialista. Di conseguenza non ci assumiamo nessuna responsabilità circa la correttezza o la completezza delle informazioni qui riportate. Inoltre questo articolo è stato scritto ad inizio 2017 e in questo istante potrebbe contenere informazioni non più aggiornate. Se invece stai cercando una web agency per realizzare il tuo e-commerce puoi chiederci un preventivo.

Adempimenti

L’attività di commercio elettronico è un’attività di commercio a tutti gli effetti e come tale richiede grossomodo gli stessi adempimenti.

Brevemente gli adempimenti sono:

  • apertura della propria società scegliendo la forma giuridica adeguata (srl, snc, sas, srls, ditta individuale, ecc.);
  • l’eventuale decisione di aderire al regime forfetario (vedi legge di stabilità 2016).
  • presentazione della ComUnica per l’inizio dell’attività; Tale comunicazione comprende tutte le informazioni di interesse per il Registro delle Imprese, l’agenzia delle entrate, l’INPS, l’INAIL, SUAP, Ministero del lavoro, ecc.
  • iscrizione al VIES (per acquistare e vendere nella UE).

Nel caso in cui l’imprenditore abbia già un’attività può procedere a comunicare un sottoinsieme di documenti per indicare l’apertura dell’e-commerce. Il principale è la SCIA che va comunicata al SUAP (non serve nel caso di e-commerce di vendita all’ingrosso e per altri casi particolari). Nel caso in cui il sito venda sia all’ingrosso che al dettaglio vanno mantenute ben separate in sezioni diverse i due tipi di vendita.

Tutte queste pratiche vengono predisposte dal proprio commercialista.

Per poter aprire un negozio di commercio elettronico bisogna però possedere dei requisiti morali (ovvero di onorabilità) e in alcuni casi (es. vendita di prodotti alimentari) anche dei requisiti professionali. Per maggiori dettagli si veda l’art. 71 del D.lgs n. 59/2010 Requisiti di accesso e di esercizio delle attività commerciali.

Le imposte indirette (IVA)

Le principali norme che regolano gli aspetti fiscali di un e-commerce sono:

Di seguito riportiamo il caso più comune dell’applicazione dell’IVA.

Per stabilire quale IVA applicare alla cessione di beni e servizi entrano in gioco vari aspetti tra cui:

  • il tipo di commercio elettronico: diretto (nel caso di vendita di beni immateriali/servizi. E’ assimilabile alla prestazione di servizi) o indiretto (nel caso di beni materiali che prevedono una consegna. Sono considerate delle cessioni di beni);
  • i soggetti coinvolti nelle transazioni: B2C (azienda che vende a privato), B2B (azienda che vende ad azienda);
  • la sede (nazione) del venditore e dell’acquirente; Nello specifico interessa se è una vendita verso l’Italia, verso un paese dell’unione europea (CEE) o verso l’estero (Extra-CEE). Di seguito si tratterà il caso di venditore Italiano.
  • il luogo in cui si trova il bene al momento della cessione (di seguito si considerano beni nazionali Italiani o nazionalizzati).
  • l’eventuale regime dei minimi del titolare dell’e-commerce (di seguito si considera il caso in cui non sia iscritto al regime dei minimi);
  • iscrizione al VIES del venditore e dell’acquirente (di seguito nel commercio B2B intra-UE si assume che entrambi l’acquirente e il venditore siano iscritti al VIES). Per verificare se un soggetto è iscritto al VIES basta verificarne la P.IVA sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • per le vendite fuori dall’Italia, se il bene lascia fisicamente il territorio italiano (di seguito nelle cessioni di beni si assume che sia così). Bisogna poterlo dimostrare ad esempio con un CMR (International consigment note) firmato dal trasportatore e dal destinatario della merce (I vari corrieri prevedono la possibilità di far pervenire la firma della consegna). Nel caso di extra-UE serve anche il DAE (anche questo fornito dal corriere espresso).
  • il titolo oneroso e non gratuito della cessione;
  • se la consegna è a carico del venditore o meno (di seguito si considera solo la prima ipotesi);

Per i dettagli dell’applicazione dell’IVA va consultato il DPR n. 633/1972 e il D.Lgs n. 331/1993 art. dal 37 in poi.

Vediamo di seguito come va applicata l’IVA nel caso di:

  • venditore italiano
  • beni venduti dall’Italia
  • NO regime dei minimi
  • aziende UE iscritte al VIES
  • consegna a carico del venditore

Generalmente vale quanto segue. Per le eccezioni (Es. vendita di vino, alcolici, beni soggetti ad accisa, ecc.) chiedere al proprio commercialista.

Commercio elettronico indiretto (beni) B2B

Paese dell’acquirente IVA
Italia imponibile IVA
UE non imponibile IVA (operazione non imponibile ai sensi dell’art. 41 del DL n.331/1993)
extra-UE non imponibile IVA (esportazione non imponibile ai fini IVA ai sensi dell’art. 8 del DPR n. 633/1972)

Oltre agli adempimenti classici, per la vendita (e anche gli acquisti) nell’UE bisogna presentare i modelli INTRASTAT (di norma ci pensa il commercialista).

Commercio elettronico indiretto (beni) B2C

Paese dell’acquirente IVA
Italia imponibile IVA
UE imponibile IVA italiana se il totale delle vendite nel corso dell’anno è inferiore alla soglia stabilita dallo stato membro
UE imponibile IVA stato di destinazione se totale superiore alla soglia o se il venditore ha deciso di applicare l’IVA del paese di destinazione
extra-UE non imponibile IVA (esportazione non imponibile ai fini IVA ai sensi dell’art. 8 del DPR n. 633/1972)

Per le soglie dei vari stati si rimanda alla pagina EU country specific information on VAT e in particolare alla colonna “Threshold for application of the special scheme for distance selling” del PDF Thresholds applied by Member States.

Nel caso UE L’IVA dello stato di destinazione si applica solo al fatturato eccedente la soglia di protezione, inoltre in questo caso va aperta una posizione fiscale nel paese dove si è superata la soglia.

Commercio elettronico diretto (servizi/beni digitali) B2B

Paese dell’acquirente IVA
Italia imponibile IVA
UE imponibile ai fini IVA nel paese UE del destinatario. Emissione di fattura fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR n. 633/1972 con l’indicazione “reverse charge/inversione contabile” (sarà poi l’acquirente a versare la sua IVA al suo stato)
extra-UE imponibile ai fini IVA nel paese extra-UE del destinatario. Emissione di fattura fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7-ter del DPR n. 633/1972 “operazione non soggetta”. L’acquirente (se previsto nel suo stato) si farà un’autofattura e verserà l’IVA del suo stato. Se l’importo è superiore a 77,47 € la fattura è soggetta ad imposta di bollo 2 €

Oltre agli adempimenti classici, per la vendita (e anche gli acquisti) nell’UE bisogna presentare i modelli INTRASTAT (di norma ci pensa il commercialista).

Commercio elettronico diretto (servizi/beni digitali) B2C

Paese dell’acquirente IVA
Italia imponibile IVA
UE IVA del paese UE (o si apre una posizione fiscale nel paese UE oppure si opta per il MOSS).
extra-UE IVA del paese Extra-UE (bisogna verificare gli adempimenti fiscali del paese Extra-UE)

L’opzione MOSS (Mini One Stop Shop) è facoltativa, ma se si sceglie di aderire va utilizzata per gli adempimenti IVA per tutte le vendite nella UE. Permette di non dover aprire una posizione fiscale in tutti gli stati UE, ma di versare l’IVA attraverso tale sistema. Tramite tale portale è possibile trasmettere la dichiarazione IVA trimestrale ed effettuare i versamenti al proprio stato.

Per maggiori dettagli si rimanda al sito Informazioni generali – Opzione regime Moss.

Imposta di Bollo

Solitamente quando non c’è l’IVA va applicata l’imposta di bollo. L’imposta di bollo (2 euro) va applicata per i documenti di importo complessivo superiore a 77,47 € riguardati operazioni fuori campo IVA, escluse da IVA, esenti da IVA, non imponibili. Al solito ci sono eccezioni. Per i dettagli rivolgersi al proprio commercialista.

Conclusione

Come si è visto la tematica è piuttosto complicata e quindi, prima di aprire un e-commerce, conviene valutare tutti gli aspetti fiscali col proprio commercialista. Possiamo dire che risulta più semplice la gestione di un e-commerce che si rivolga unicamente al mercato italiano e quindi, secondo noi, all’inizio conviene partire con quello per poi espandersi se le cose dovessero andare bene.

Attenzione: questo articolo è stato scritto con il solo scopo di evidenziare che l’apertura di un’e-commerce ha delle ripercussioni su vari aspetti tra cui quello fiscale, legale e tecnico. Noi siamo una Web Agency e quindi ci possiamo occupare degli aspetti tecnici, ma per quanto riguarda gli aspetti legali e fiscali bisogna rivolgersi ad un legale o ad un commercialista. Di conseguenza non ci assumiamo nessuna responsabilità circa la correttezza o la completezza delle informazioni qui riportate. Inoltre questo articolo è stato scritto ad inizio 2017 e in questo istante potrebbe contenere informazioni non più aggiornate. Se invece stai cercando una web agency per realizzare il tuo e-commerce puoi chiederci un preventivo.

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